Prima di fare qualsiasi cambiamento, c’è una cosa fondamentale: imparare a conoscersi.

Negli ultimi anni si parla sempre di più di HRV (Heart Rate Variability), o variabilità della frequenza cardiaca (VFC). Ma cosa significa davvero? E perché può diventare uno strumento prezioso per il tuo benessere?

Che cos’è l’HRV (Heart Rate Variability)

L’HRV è la variazione del tempo, misurata in millisecondi, tra un battito cardiaco e l’altro. Non è quindi la frequenza cardiaca, ma la sua variabilità.È uno degli indicatori più importanti del sistema nervoso autonomo, che regola il nostro equilibrio tra:

  • stress (attivazione)
  • recupero (rigenerazione)

In modo semplice:

  • HRV alta → organismo flessibile, adattabile, in equilibrio
  • HRV bassa → possibile stress, affaticamento o sovraccarico

Proprio per questo, oggi l’HRV è sempre più utilizzata nel mondo della longevità, della salute preventiva e dell’ottimizzazione dello stile di vita.


La mia esperienza con l’HRV: dal monitoraggio alla consapevolezza

Da circa un anno e mezzo utilizzo un dispositivo wearable per monitorare il mio stato fisiologico. Ho imparato che la mia variabilità cardiaca cambia continuamente ed è influenzata da: sonno, alimentazione, attività fisica e stress emotivo.

Ma, nonostante i dati, mi mancava qualcosa: la comprensione profonda di ciò che stavo osservando.

È stato grazie a un approfondimento specifico e a un percorso guidato che ho deciso di fare un passo in più: utilizzare un dispositivo avanzato per il monitoraggio continuo dell’HRV, simile a un holter.

Ho seguito con precisione tutte le indicazioni:

  • indossarlo 24 ore su 24
  • compilare un diario dettagliato delle attività
  • inserire momenti di camminata veloce per la valutazione della capacità aerobica

Il risultato? Una vera e propria mappa del mio sistema nervoso.

Attraverso l’app potevo osservare: colonnine rosse – stress – colonnine verdi – recupero. Una sbirciatina dentro il corpo.


Quando il corpo racconta quello che non vediamo

Il dato più interessante non è stato il risultato finale (comunque non negativo), ma ciò che è emerso lungo il percorso.

Un lunedì difficile (e rivelatore)

Una giornata complicata, emotivamente pesante.
Niente di straordinario, ma percepivo chiaramente la tensione, il malumore, rabbia, agitazione.

Il grafico lo confermava: stress continuo e persistente.

Ma le scoperte più importanti sono state altre. Ecco il grafico del mio lunedì e della notte seguente.

Screenshot

1. HRV, sonno e stress: non sempre coincidono

I dati del sonno per la notte del lunedì erano ottimi:

  • durata adeguata
  • buon sonno profondo
  • buona fase REM

Eppure… quella notte il mio corpo non ha recuperato.

Il monitoraggio HRV mostrava chiaramente:  presenza di stress anche durante il sonno

Il risultato? Mi sono svegliata stanca, nonostante “avessi dormito bene”.

Questo è uno dei punti chiave della variabilità della frequenza cardiaca:
ti permette di vedere ciò che i dati tradizionali non mostrano.


2. La forza delle emozioni (misurata)

Nel grafico di quella giornata, quasi interamente rosso, c’era una piccola fascia verde.

Un momento di recupero. Breve, ma intenso.

Grazie al diario ho capito cosa era successo. Ero nella sala d’attesa del medico, niente di grave. Era in ritardo e io avevo fatto le corse per essere puntuale.Una situazione apparentemente neutra (anzi, potenzialmente stressante).

Ma in quel momento ero con mio figlio e mi sentivo presente e in armonia con lui. Parlavamo tranquillamente e abbiamo usato il “contrattempo” per confrontarci su alcuni argomenti. Il mio sistema nervoso è passato in modalità di recupero.


HRV e consapevolezza: il vero valore

Questa esperienza mi ha lasciato una consapevolezza molto chiara:

 Non sono solo le attività a determinare il nostro stato, ma il modo in cui le viviamo.

L’HRV non è solo un numero.
È uno strumento che ti permette di:

  • comprendere come reagisci allo stress
  • capire cosa ti rigenera davvero
  • fare scelte più coerenti con la tua fisiologia

Longevità e HRV: partire da sé

Se parliamo di longevità e benessere, non possiamo prescindere da questo:

  • conoscere il proprio corpo
  • ascoltare i segnali fisiologici
  • costruire una propria base di consapevolezza

Perché la nostra fisiologia è complessa, personale e unica. E nessuno può interpretarla al posto nostro.


Questo è solo il primo passo.

Nel prossimo articolo entrerò nel feedback finale del monitoraggio HRV e in ciò che è emerso in modo ancora più concreto.

Perché conoscere i dati è importante.
Ma imparare a usarli per vivere meglio lo è ancora di più.

Progetto Longevity
Sonia Faccin
Longevity Planner

Sono una Longevity Planner certificata dall’Active Longevity Institute (ALI) ed esperta in welfare e wellbeing aziendale, con una solida esperienza nel supportare persone e organizzazioni. Oltre alla dimensione professionale, vivo quotidianamente le sfide e le dinamiche di una vita piena: sono mamma, compagna, appassionata di vela e curiosa per natura. Come molti, mi divido tra diversi ruoli e responsabilità, ed è proprio da questa esperienza personale che, nel 2015, è nato il mio profondo interesse per la longevità e il benessere, diventato negli anni una vera e propria passione.

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